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LA PULIZIA DELLA POLITICA

Questo articolo è una sorta di “pulizia delle memorie distorte e concetti errati, spesso e volentieri associati alla parola POLITICA”.

Si parte ricordando il significato originale della parola “politica” per poi spostare l’attenzione su alcuni errori ripetuti di frequente nel linguaggio comune, che rendono difficile una corretta comunicazione tra le parti: spessissimo infatti questa parola viene usata improbamente, in moltissimi contesti.

Si spera che l’analisi fornita possa essere di spunto per migliorare la propria dialettica e per comprendere come ogni scelta, individuale o collettiva che sia, sia di fatto politica.

PULIZIA POLITICA res

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Perchè si odia e/o si critica tanto “la politica”?
Siamo sicuri che quello che stiamo odiando o criticando sia davvero l’oggetto di cui stiamo parlando e non sia altro?

Vediamo, ricominciando dal vocabolario.

È bene rileggere la definizione della parola “politica”, perché, in generale, le definizioni delle parole sono di fatto “contratti” tra noi Terrestri che usiamo una determinata lingua per scambiare informazioni.
Se viene meno l’accordo di base (mai scritto, ma adottato per “convenzione evolutiva”) sui termini della comunicazione, o se per qualche motivo ci sono divergenze sul significato adottato per un termine di uso condiviso, ecco che le intenzioni scambiate nella comunicazione potrebbero essere gravemente malintese dalle parti, e quindi non apportare il beneficio desiderato per cui esiste la comunicazione, che è scambio di informazioni.
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polìtica
s. f. [femm. sostantivato dell’agg. politico (sottint. arte); cfr. gr. πολιτικ (τέχνη)]. –

a. La scienza e l’arte di governare, cioè la teoria e la pratica che hanno per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione dello stato e la direzione della vita pubblica; le norme, i principî, le regole della p.; scrivere, trattarediscutere di politica.

b. Più concretam., l’attività svolta per il governo di uno stato, il modo di governare, l’insieme dei provvedimenti con cui si cerca di raggiungere determinati fini, sia per ciò che riguarda i problemi di carattere interno (p. interna), sia per ciò che riguarda le relazioni con altri stati (p. estera, p. internazionale).
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Leggendo il significato, si capisce innanzitutto che la politica è “una cosa” immateriale, ovvero è una scienza, un’arte, una attività, un modo di governare, un insieme di provvedimenti.

Chi è il soggetto che “fa politica”, ovvero studia e applica questa scienza o arte di governare e per quale motivo? 
 
Il soggetto che fa o può fare o ha bisogno di fare politica è senza ombra di dubbio l’Essere Umano Terrestre che si manifesta vivendo a contatto di altri Sè, con i quali si relaziona costantemente e con i quali compone anche il fisico della Terra, una e tutta, che cambia e si plasma a seconda dei suoi movimenti, delle sue parole e azioni, derivanti da decisioni individuali che diventano in ogni caso collettive, ovvero del sistema Terra-Terrestri.

Il motivo è evidente, ovvero l’ORGANIZZAZIONE della cosa pubblica, fatta di BENI MATERIALI DI DISPONIBILITA’ COMUNE che devono essere messi in opera e mantenuti con il LAVORO degli stessi Terrestri, magari attraverso la scrittura di REGOLE DA OSSERVARE COMUNEMENTE, stabilite per permettere una migliore fluidità nei rapporti tra gli stessi Terrestri che compongono e definiscono una comunità.

La politica riguarda quindi l’ambito delle DECISIONI COLLETTIVE che si rendono necessarie da compiere con l’evoluzione e la crescita della società.
Tuttavia, possiamo notare che, anche senza menzionare la parola politica, decisioni su decisioni di qualsiasi genere, avvengono costantemente tra moltitudini di Terrestri, che si raggruppano frattalmente, consapevolmente o meno, a seconda del bisogno e/o volontà di partecipare a una decisione collettiva che li possa riguardare.

Sarebbe inutile quindi parlare di politica e politiche, qualora si fosse perfettamente soli e autonomi in tutto e per tutto e/o si ambisca a perseguire il non meglio identificato intento di “staccarsi dal sistema”, “uscire dalla matrix”, “crearsi la propria indipendenza”, quando il sistema Essere Umano – Terra – Universo è comunque uno solo

La politica può quindi esistere e manifestarsi solo in una società cosciente di doversi o potersi organizzare in qualche modo per il proprio prosperare: la Terra con i suoi abitanti è un sistema societario unico (che sia o non sia collegato con eventuali altri sistemi con cui eventualmente comporrà lo strato più grande del frattale…) di cui i Terrestri, per il solo fatto di esistere vivendoci sopra, sono componenti osservatori e osservati, indipendentemente dal singolare grado di consapevolezza.

Una nuova e più semplice definizione che mi sento quindi di assegnare alla parola POLITICA è: DECISIONE COMUNE (SUL DA FARSI).

Questa è la politica, nulla più nulla meno!

La politica può essere quindi cosa molto semplice da fare, per tutti, contrariamente a quanto si possa credere.
Si individua e si analizza un problema comune, si elencano e si esaminano le diverse soluzioni possibili, si sceglie quella da adottare e la si mette in opera.
Fine.

Complicato?
Non credo… tuttavia è evidente che più persone partecipano in questo percorso e più le analisi saranno complete e più le decisioni prese rispecchieranno IL VOLERE DEL COLLETTIVO, che di fatto sceglie per se stesso.
Questo però non avviene (ancora) e la partecipazione viene invocata solo ed esclusivamente in prossimità delle stupide ed inconcludenti tornate elettorali attuali, quando i “politici” cercano meramente di accaparrarsi quanto più consenso possibile, promettendo l’impossibile, per poi “fare come gli pare”!
 
Ecco che allora, anche parlare di “politico” inizia a perdere senso, perchè di fatto “il politico” di oggi è un DELEGATO al quale abbiamo lasciato in mano il nostro POTERE DECISIONALE, ovvero DI SCELTA (leggi articolo sulla DELEGA postato alla fine).
Di fatto, tutti i Terrestri sono anche politici, quando prendono delle decisioni che cambiano coscientemente il futuro verso il quale è diretta la parte di evoluzione a loro relativa.

Capiamo quindi che per “fare politica” lungi dall’essere necessario un partito, delle conoscenze, del “potere” (a.k.a. conto in banca e amicizie che esistono solo per puro interesse) o altro: quello che serve invece è una ferma volontà di autodeterminarsi nelle scelte, assumendosene la responsabilità.
Chiaro è che più le scelte sono di rilevanza collettiva e più la trasformazione della realtà sarà evidente, ma più alta sarà la responsabilità che quella scelta porterà con se.

  • È forse questo il motivo per cui sarebbe ora di cambiare sistema e smetterla con le piramidi, dove cerchie ristrette ed elitarie decidono i destini di tutta la piramide, ma senza di fatto assumersene lontanamente responsabilità, perchè schermati “dal sistema”?
  • Sarebbe forse più probo implementare nella gestione comune nuovi modus operandi che usino INTELLIGENZA e COSCIENZA COLLETTIVA, invece che lotte televisive tra dubbi “illustri pensatori”, che sono lì solo per fare audience e spettacolo, cercando inutilmente di affermare il proprio infinito e indefinito ego?

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L’uso delle parola POLITICA e le memorie ad essa collegate.

I nostri cervelli sono spesso intrisi di memorie distorte agganciate alla parola POLITICA (direi a parecchie parole di fatto), che a moltissimi infatti genera fastidio e una immediata repulsione.
Forse è proprio quello che gli annosi delegati vogliono e hanno favorito a costruire nel tempo, per tenere lontano il più possibile dalla scena probabili nuovi e diversi candidati avversari, con ogni mezzo.

Di fatti non c’è minuto che sui giornali, nelle TV, per strada, non si venga subissati di messaggi tipo “sono tutti uguali”, “i politici rubano tutti”, “mafia e politica sono una cosa sola” eccetera.

E’ proprio lì che nasce la PROGRAMMAZIONE MENTALE deviante, che, come si capisce ormai facilmente, non è solo opera della TV, certamente utensile primo che non a caso trasmette PROGRAMMI, ma anche e sopratutto instillata dai nostri simili e vicini, anche conoscenti e familiari che ripetono e aiutano il programma ad installarsi.

Succede quindi, che quando si parla ad esempio di appalti truccati, tangenti, malaffare, malagestione, ruberie, inciuci e altri comportamenti deprecabili, il nostro cervello avvicini istantaneamente e istintivamente a questi la parola politica.

Perchè succede?

Le ragioni che posso vedere, per cui queste memorie sono state registrate e condizionano pesantemente i nostri pensieri, sono almeno due.
La prima è l’evidente uso deviato che i DELEGATI (già erroneamente definiti “politici”, attenzione!) hanno fatto del potere ad essi conferito e che ormai è palesemente esposto, così come è esposta la connivenza dei DELEGANTI.
Infatti sappiamo bene che una nutrita parte di deleganti (nel sistema attuale chiamati votanti), per avere un misero tornaconto personale, hanno chiuso occhi, orecchie e bocca da molto tempo, diventando complici di varie malefatte, che poi però si ripercuotono sulla loro pelle.
E’ quindi VERO che l’ambiente dell’attuale struttura governativa sia intriso di malaffare, tuttavia IL MALAFFARE E’ CONSEGUENZA DI AZIONI compiute da Terrestri INCOERENTI, NON DELL’ARTE POLITICA!

La seconda ragione si ritrova nell’informazione: ormai tanta, troppa, tutta uguale e contraria a se stessa, che ha detto di tutto e di più e che nel tempo ha cannibalizzato se stessa a suon di scoop, gossip, indagini, manipolazioni e chi più ne ha più ne metta, senza mai evidenziare più di tanto il vero nocciolo del “problema politico”, che rilevo proprio nello scollamento tra decisioni comuni e decisori, che sono pochissimi rispetto al totale della popolazione e compongono una elites alla luce del sole, autoleggittimatasi nel corso del tempo.

Attualmente, quella che chiamiamo informazione è EMANAZIONE DIRETTA di quello stesso nocciolo problematico, che tiene tutti sotto la cappella dello stipendio, o profitto o potere e fama personale che sia.

Anche il giornalista “tiene famiglia” purtroppo ed è spesso costretto a VENDERE NOTIZIE più che darle…
Da qui il disastro informativo che vediamo non solo nel mainstream, che ci dice solo quello che “dobbiamo sapere”, ma anche sul web, divenuto un contenitore informe di tutto e del suo contrario, dove per ogni notizia si trova l’opposta, senza più possibilità di sapere cosa è vero e cosa no, quanto è vera una notizia e quanto no!

Ecco perchè spesso poi ci ritroviamo in discussioni che diventano infinite e non arrivano mai ad un punto di concordia o di svolta, semplicemente perchè non sappiamo realmente cosa stiamo dicendo nè cosa stiamo ascoltando, essendo quasi sempre false o inconsistenti le basi di partenza degli stessi discorsi.
Stiamo parlando di una cosa, ma avendone in mente un’altra, e soprattutto non essendo realmente in modalità creativa, ma in eterna modalità egoica, “il mio ideale è meglio del tuo e basta, questo mi interessa affermare, a costo di sostenere LA SOLUZIONE EVIDENTEMENTE PEGGIORE”!

Il classico esempio del marito che per fare dispetto alla moglie si castra… un idiota senza appello.

Prove?
Una infinità e le potete anche vedere da soli, ora, davanti a voi, ovunque siate, magari anche riascoltando ed analizzando le vostre stesse parole!
Così ho fatto io in passato, accorgendomi di quante balle inutili io stesso proferivo nei discorsi che facevo, dove non sapevo assolutamente di cosa parlavo, ma ero convintissimo di saperlo… 

Andiamo oltre.

Quante volte avete letto o detto frasi tipo: “la politica non si occupa dei problemi reali”, “la politica è malaffare”, “la politica non ascolta i cittadini”…?

Bene, mi dispiace dirlo, (ci sono cascato anche io per ben 36 anni di seguito) ma queste affermazioni sono NULLE, prive di alcun senso compiuto, aria fritta: servono solo a girare intorno al problema e di fatto perdere tempo utilissimo.

Qui di seguito spiego il perchè riportando una mia risposta ad una conversazione sul tema, data su facebook.  La “malcapitata” con la quale conversavo e che ringrazio per avermi offerto la possibilità di spiegare una cosa che penso poi lei abbia compreso, ad un certo punto della conversazione scrive la seguente affermazione: “La politica non si interessa all’umanità”.

Rispondo: “Permettimi amica, ma la politica NON PUÒ interessarsi dell’umanità, proprio perché è l’umanità che fa politica, sempre, consapevolmente o meno, ovvero sceglie consapevolmente o meno e con diversi sistemi cosa fare e come gestirsi.
Queste decisioni che l’umanità prende, sono la somma delle decisioni dei singoli Terrestri, ovvero noi.
Insomma affermare che “La politica non si interessa all’umanità” è come dire che l’arte culinaria non si interessa dei cuochi o che lo sport non si interessa degli atleti!
Infatti sono i cuochi (ovvero alcuni di noi Terrestri) che attraverso lo sperimentare la cucina scrivono l’arte culinaria, non il contrario!
Allo stesso modo è l’atleta che pratica uno sport e lo definisce attraverso la pratica!

Allora, ti prego di non far confusione tra le parole politica, sistema, politici, gestione, organizzazione, terrestri e umanità.
È bene, nel dubbio, ricontrollare il vocabolario, che è la BASE CONTRATTUALE sulla quale agiamo ogni momento e con la quale “facciamo politica”, che è fatta di SOLE PAROLE: LE PAROLE CHE DOVREBBERO DECIDERE CHE FATTI FARE!

I Terrestri che decidono cosa fare: questa per me è la politica, null’altro. 

Secondo me, se riconquistassimo il vero senso della parola politica, potremmo anche scoprire che fare politica è divertente, è interessante, è utile, unisce, ed è necessario direi e anche imprescindibile!
Di fatto la facciamo sempre, quando scegliamo!

Anche moltissimi movimenti che animano la rete e attirano molte energie giovani e di cambiamento, per me sono assolutamente MOVIMENTI POLITICI, dato che muovono persone, intenti e propongono diverse azioni, anche se la parola POLITICA non vi compare neanche di striscio, anzi, in molte descrizioni è specificato (per me falsamente): “questo non è un movimento politico”!

Da parte mia sto solo tentando di unificare varie azioni di cambiamento e i vari progetti, proponendo un gioco particolare, in modo che si crei una forza reale conosciuta da se stessa e riconoscibile, che poi finalmente vada oltre l’Unione nelle PAROLE (uniamoci, cambiamo il mondo, il bene dell’umanità ecc… facili a dirsi per tutti), ma si manifesti attraverso l’espressione di FATTI.

FATTI COMUNI però, piuttosto che INDIVIDUALI mascherati da comuni!


Quelli individuali, comunque, li fa ognuno per se, quando vuole, come vuole, a seconda del proprio volere, bisogno, sentire…. 
per testimoniare il proprio Sè.
Penso che adesso molti Terrestri abbiano gia dimostrato parecchio quanto possono fare singolarmente,  fino a farsi mettere in croce per aver solamente proferito PAROLE e presuntamente fatta qualche opera “pia”, ma comunque SCEGLIENDO il proprio destino.
Penso quindi che sia questo il momento in cui si possa e si debba fare questo salto nel “fare insieme” che passa necessariamente attraverso il “decidere insieme”.

Altrimenti, chi decide che facciamo?
Sempre un “sistema” con a capo qualche semisconosciuto delegato, o cosa?

Personalmente ho smesso di delegare in questo sistema ed ho già deciso di adottarne un altro!
Io scelgo!

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Chiusura del cerchio

Ripropongo la domanda iniziale: siamo sicuri che quello che stiamo odiando o criticando sia davvero l’oggetto di cui stiamo parlando e non sia altro?

La mia risposta è un secco no, ovvero è altro!

Altro cosa?

Quello che stiamo odiando apparentemente ALL’ESTERNO di noi, è quello che forse non vogliamo ammettere essere una parte inespressa e interna a noi, perchè ci fa rabbia, non ci piace, è difficile da comprendere e “domare”, ma che, finchè non la si abbraccia e la si ritrova come PARTE DI SE e la si continua a giudicare polarizzandola come bene o male, diventa sempre più forte, anche con il nostro aiuto, decisamente inconsapevole.

Ritrovando il nostro “centro decisionale”, ovvero la “parte politica” che è in ognuno di noi e comprendendola, possiamo USARLA autonomamente, includendola e facendola valere nelle scelte comuni, senza più cederla incautamente a terzi che potrebbero usarla addirittura contro di noi, piuttosto che per se stessi.

Questo è il cambio di paradigma unico, reale, evidente che dovrà avvenire sulla Terra e principalmente nelle menti e nei cuori dei Terrestri, se vogliono sganciarsi da vecchie egregore limitanti e assumere potere e controllo della propria casa, la Terra.

Il modus operandi per farlo ora esiste, così come tutte le conoscenze necessarie: anche il TEMPO sembra essere proprio quello giusto!

Cosa manca ancora?
A mio avviso mancherebbe “solo” che la VOLONTÀ COMUNE raggiungesse il suo PUNTO CRITICO…
… work in progress…

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Riepilogo finale:

Domanda: COSA È LA POLITICA?
Risposta: DECISIONE COMUNE.
Ovvero, DECIDERE INSIEME COSA FARE, COME E QUANDO!

Identificazione e circoscrizione del Problema > Ricerca di Opzioni di Soluzione > Esame e Discussione delle Opzioni > Scelta Collettiva > Applicazione della Soluzione > Risoluzione! 

Articoli propedeutici alla comprensione:
DELEGAhttp://www.ilmioprimoministro.it/problema-politico-mondiale-la-delega/

POLITICA QUANTISTICAhttp://www.ilmioprimoministro.it/politica-quantistica-un-infinito-universo-di-possibilita-di-manifestarsi/

L’ARTE DELLA POLITICA VERA E FALSA: http://www.ilmioprimoministro.it/arte-della-politica-vera-e-falsa/

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Grazie a chi si è sciroppato anche questo ennesimo e sperabilmente ULTIMO papiro sulla “politica” tout court!
Grazie a chi condividerà questo scritto in qualsiasi modo, citando la fonte e ancor più a chi lo farà proprio e lo ritrasmetterà con PROPRIE PAROLE e ne DARÀ conferma attraverso la propria azione.
Grazie a chi lascerà un commento, di qualsiasi tenore, purché “vero”, che sia critico, espansivo o assertivo.

Emanuele Nusca

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  1. […] Ecco, allora che si fa? Io faccio POLITICA, nel vero senso della parola, anche perchè altro non c’è! […]

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