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COSA E’ UN VOTO e QUANTO VALE?

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COSA È UN VOTO e QUANTO VALE?

Sembrerebbe scontato, “tutti sanno cosa è un voto”, tuttavia penso che sia meglio ribadirlo, per puntualizzare il concetto, oppure per essere sicuri che quello che si pensa sul voto sia vero.

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Il vocabolario come sempre aiuta. Per questa parola esistono 3 applicazioni principali d’uso:

  1. Impegno o promessa di compiere una determinata azione, di fare o non fare qualcosa, liberamente assunti davanti alla divinità da una persona (v. individuale) o da un gruppo (v. collettivo)…  In particolare, nella religione cristiana, impegno di fare una cosa possibile e in sé buona preso spontaneamente e fermamente davanti a Dio (anche alla Madonna e ai santi) (…)
  2.  Manifestazione della volontà dei componenti di un gruppo o di un organo nelle elezioni o nelle deliberazioni dell’organo. Il termine può indicare sia genericamente l’atto del votare, cioè dell’esprimere tale volontà (…), sia il risultato di tale azione, cioè il singolo suffragio, in quanto si determina in un senso o in un altro.
    Nelle votazioni di organi collegiali il voto può essere deliberativo, se determina la decisione, consultivo se espone solo un parere non vincolante di cui altro organo potrà tenere conto. (…)
  3. Nell’uso scolastico, valutazione di merito, relativa a una singola prova o a una serie di prove, per lo più espressa con numeri. (…)

L’uso di questa parola che più interessa questa trattazione è dato ovviamente dalla seconda definizione, sebbene sia giusto ricordare anche le altre due, sicuramente complementari e molto attinenti.

Semplificando e usando parole mie per descrivere questo concetto: Il VOTO (politico) è la manifestazione della volontà del componente di un gruppo di Terrestri che la esprimono in sincronia durante una determinata elezione o scelta collettiva.

Nella slide che segue, tratta dal manuale de LA SCELTA PERFETTA, è stata aggiunta anche l’estensione che riguarda il significato del VOTO DUALE, che verrà spiegato nei dettagli in un futuro articolo.

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IL VALORE DEL VOTO: VALE UN VOTO?
Vale certo che si!
Perché?
Perché è una espressione di SCELTA!

QUANTO VALE UN VOTO?

C’è da fare una premessa perché la risposta a questa domanda dipende da una VALUTAZIONE.
Ogni valutazione viene effettuata dal Terrestre, a seconda della propria consapevolezza e condizione, riguardo l’oggetto del giudizio, in un unico e preciso momento, in precise condizioni.
Una valutazione serve a stabilire un valore per un qualche oggetto, tangibile e/o intangibile.
Nel momento della valutazione viene quindi stabilito il VALORE di quell’oggetto, sempre individualmente, dato che il valore è in ogni caso un’astrazione propria della mente, e poi, tramite varie dinamiche, ad esempio quella del famoso “mercato”, quel valore si oggettivizza in qualche modo, per gruppi di Terrestri che trattano i propri scambi degli stessi VALORI.
Il valore reale e oggettivo è quindi verificabile solo a scambio avvenuto, ovvero un momento dopo che si possa testimoniare come è avvenuto quello scambio di oggetti tra Terrestri.

In questo caso l’oggetto della valutazione è il voto politico, ovvero “una cosa” che riguarda le DECISIONI COMUNI.

Il voto politico è formato da due parti che possono essere valutate: una parte tangibile e una intangibile.
La parte tangibile è formata di solito da un foglio di carta sul quale, oltre la parte prestampata o scritta, è stato apposto del pigmento ulteriore, in qualche forma, a siglare il contratto.
Il voto politico infatti attualmente si esprime attraverso una “X”, un SEGNO, una AZIONE, riscontrabile nella materia, ovvero tramite l’apposizione di un tratto di matita su un pezzo di carta che reca delle SCRITTE e/o dei SIMBOLI da INDICARE con il voto appunto.

La parte materiale del voto è di fatto una azione fisica compiuta da un Terrestre, riscontrabile e testimoniabile dalla materia stessa.

Nella sua esclusiva materialità quindi, almeno in Italia, possiamo considerare l’oggetto voto di valore pressoché nullo: fortunatamente quasi tutti qui possono avere un foglio di carta e farsi prestare una matita, se non la posseggono, per apporvi un segno come voto.

Anche il LAVORO FISICO per effettuare il gesto può essere considerato di scarsissima rilevanza, in termini di dispendio di energie.

L’altra parte di VALORE del VOTO, quella fondamentale, ma intangibile, è quindi riposta nel SIGNIFICATO dei SIMBOLI e delle LETTERE e delle PAROLE contenute nel CONTRATTO, che si vanno quindi ad avallare tramite il voto.

Quella parte è forse la meno compresa e sicuramente oscura di natura, perchè formata da una catena teoricamente infinita di contratti carmici e credenze che ogni terrestre porta con se o coltiva attraverso la propria vita in quel determinato sistema.
Questo sistema, quello che viviamo, nel caso dell’Italia e di Terrestri aventi diritto al voto in una qualche elezione italiana.

Il valore del voto può quindi variare per ognuno da zero a infinito!

Per un aspirante delegato, ovvero candidato, che crede nel sistema attuale e nel programma che porta avanti, può valere moltissimo: qualche decina di quelle X in più o in meno potrebbero cambiargli il futuro sostanzialmente.
Mentre un diciottenne alla scoperta del mondo e di se stesso invece, potrebbe giudicare la bagarre politica televisiva alla quale assiste volente o nolente, incomprensibile o irrilevante ai fini del suo futuro, quindi dare uno scarso valore al suo voto.

 

Immagine scattata il 17-04-2016, in coincidenza della votazione per il referendum "Trivelle".

“IL VOTO”     Immagine di scie di aerei scattata in Abruzzo dall’artista Misuko Usushi il 17-04-2016.                                            Lo stesso giorno si è votato in Italia per il referendum “Trivelle”.

 

 

COSA RAPPRESENTA IL VOTO NEL SISTEMA ISTITUZIONALE IN AUGE AD OGGI 2016 IN ITALIA?

Benchè venga venduto come espressione di democrazia e come un valido strumento per la manifestazione della volontà popolare per determinare scelte politiche, attualmente il voto è poco di tutto ciò.

Brevemente, penso che il voto attualmente rappresenti il consenso che si da al sistema di governo ad esistere ed essere legittimato.
Qualsiasi sia l’uso che se ne faccia del voto nella maniera canonica, ovvero per come è stato pensato e per come è stato sempre usato sinora, il governo italiano che è una unità, continua ad esistere ed a rimodellarsi nella sua architettura, mai decisa dal popolo, ma da chi da sempre più o meno la costituisce.
[repetita juvant: tant’è che gli ultimi 3 governi, incluso quello attuale, non sono stati votati dai cittadini…]
Così è legittimato ad imporre i suoi diktat, oppure addirittura accettare quelli di strutture sovranazionali, che però vengono imposti alla cittadinanza tutta, ogni volta, qualsiasi siano le sue volontà.
Volontà tra l’altro MAI CONOSCIUTE perché MAI ESPRESSE di fatto, se non attraverso le catena di delegati e la struttura piramidale che svilisce le informazioni ad ogni passaggio di casta…

Difficile infatti che le volontà dei cittadini possano essere espresse con una X su un pezzo di carta, una volta ogni 4-5 anni, vieppiù se sono limitati a delegare simboli di partito o singoli rappresentanti, perlopiù sconosciuti e/o da sempre appartenenti al “sistema”…

Il governo italiano quindi (anche un comune o altro organo amministrativo) ha il consenso della maggioranza che vota, tuttavia una gran parte di cittadini ha ormai perso la fiducia in questa forma di governo.

La struttura politica del governo italiano, ormai obsoleta, è difficilmente avvicinabile da un “comune libero cittadino”, che, se non nelle sporadiche occasioni di voto, è completamente tenuto fuori da qualsiasi decisione che concerne l’organizzazione del proprio vissuto e delle proprie risorse comuni-locali.

Quando il comune libero cittadino vuole fare politica e offrire il suo contributo al governo della sua città o stato, l’unica via che ha, è quella di militare in un partito esistente, oppure fondarne uno nuovo.
In questo modo però, si rientra automaticamente nel GIOCO DELLA DIVISIONE, fomentato dall’ego dei singoli che si riuniscono in gruppi, comunque in concorrenza tra loro.
Gruppi che alla fine si riducono a bande di questuanti che si avvicinano solo per chiedere il voto in cambio di promesse di ideali di cambiamento che non potranno mai mantenere, proprio perché essi stessi diventano parte del vecchio gioco che include chi è dentro ed esclude chi è fuori dalle decisioni… voto a parte!

Il partito infatti è PARTE di una unica torta, che è il governo, che è uno in ogni caso.

Allora succede che le fette di torta, una volta elette, trovano il modo per essere d’accordo tra loro, ma gran parte di popolo rimane comunque scontento dalle decisioni prese.

Questo è uno dei motivi per cui, in questo tempo di risveglio ed informazione, quando molti terrestri comprendono meglio le evidenti storture del sistema e le cause di queste, si è creato uno scollamento ormai palese tra la famosa “casta politico-finanziaria” e il resto della cittadinanza che è praticamente costretto, votante o no che sia, a seguire qualsiasi direttiva emanata dal fantomatico governo.

Ecco che il voto in queste condizioni, ovvero una volta appurato e compreso il funzionamento del “sistema”, perde di senso, oppure addirittura repelle in qualche modo gran parte della popolazione, forse la più cosciente: i dati di astensionismo parlano chiaro, in ogni situazione di voto il “partito più grande” è sempre quello degli astenuti!
… senza contare che nei calcoli si parla sempre e solo di AVENTI DIRITTO AL VOTO, che comunque sono una parte di popolazione alla quale si aggiungerebbero altri milioni di non aventi diritto, che però abitano quel territorio a che quindi vengono governati subendo le leggi allo stesso modo.

 

CHI DECIDE SE QUANDO E COSA VOTARE?

Questa è LA DOMANDA!
Ebbene, attualmente c’è il cittadino che decide dove posizionare la sua “X”, il suo SEGNO, e se usare questa possibilità.
Si, perché ogni cittadino avente diritto al voto, ha sempre 4 ulteriori opzioni rispetto al votare per un candidato o simbolo o il SI/NO referendario, in quanto si può anche usare il voto per:
1- Votare Scheda Bianca
2- Votare Scheda Nulla
3- Rifiutare il Voto
4- Non Votare

(Dal forum costituzionale una lettura aggiuntiva in merito a queste opzioni.
http://www.forumcostituzionale.it/wordpress/images/stories/pdf/documenti_forum/paper/0004_tanasso.pdf )

Quindi in primis è il cittadino che decide se votare o meno.

Se decide di farlo, dovrà a questo punto scegliere a chi dare il suo voto.
Ed è qui che casca l’asino, perchè si ritorna al gioco delle infinite deleghe e scatole giuridiche, anche dette partiti, di cui già ampiamente si è parlato qui: http://www.ilmioprimoministro.it/problema-politico-mondiale-la-delega/

Quindi, cosa si vota di fatto?

Se si decide di votare canonicamente, teoricamente si vota per un simbolo di partito (scatola giuridica nella quale è incasellata una idea e/o un programma), o un nome di una persona.

Il primo, tra i problemi più rilevanti, è che tutti i candidati sono già scelti per i votanti e sono rarissimamente le liste civiche che portano reale innovazioni e che riescono a succedere, tant’è che “non esistono”.
I candidati sono scelti tra chi milita nei partiti da anni o ha la “forza politica” (leggi soldi e conoscenze) per costruirne di nuovi, secondo le regole del “solito sistema” costituitosi negli anni: la storia di come siamo arrivati qui ed ora la conosciamo abbastanza.

Il secondo problema è che il popolo NON VOTA MAI per un qualcosa da fare, per una legge da proporre, per decidere le opere da compiere, per regolare le attività del proprio territorio o qualsiasi altra cosa possa essere di interesse collettivo, diretto e reale, riconosciuto e riconoscibile.

Queste sono le gravi pecche della rappresentatività, intrinseca nella democrazia Italiana attuale (purtroppo), che l’unica chance che offre al popolo è di votare per chi dovrà decidere per loro e di loro!


Bell’affare!
Come dire: “scegli il tuo aguzzino, quello che ti piace di più tra questi!!!”
Certo, “la speranza (che qualche “aguzzino” rinsavisca) è l’ultima a morire”
Però…

In questa situazione non esiste possibilità di consulto popolare ed espressione diretta per affari contingenti la popolazione: le “buone proposte” devono spesso seguire un iter burocratico lunghissimo per arrivare forse un giorno ad essere operative tramite una legge, mentre le “cattive” passano velocemente al vaglio arrivando da ben conosciute scorciatoie.
Tra “potenti” ci si aiuta…

In entrambi i casi quindi si vota l’accettazione del sistema così com’è, con tutto quello che produrrà, anche nel caso si rifiuti la scheda elettorale facendo mettere agli atti il proprio rifiuto del voto.

Perché?

Perché in questo modo ci si limita a porre una X su un pezzo di carta una volta ogni 4-5 anni e a delegare praticamente TUTTE LE DECISIONI AMMINISTRATIVE.

Questo genera tutte le magagne e storture del sistema perchè il potere è accentrato e concentrato nelle teste e nelle mani di poche persone e queste non possono che esercitarlo secondo la propria volontà, avendo avuto il consenso ad operare da parte dei molti.

In questo tempo, con l’evoluzione della società e la velocità della comunicazione tra Terrestri questo modello non è più adatto alle esigenze dei Terrestri, che hanno bisogno di organizzare la propria società, adesso in crisi, tuttavia sempre più interconnessa, veloce e variegata nei bisogni e quindi nelle RICHIESTE, ma anche nell’OFFERTA di soluzioni.

Stiamo vivendo un paradosso: capacità tecnologica alle stelle, alto numero di possibili lavoratori, tutto bloccato per mancanza di soldi (che sono pezzi di carta)?!?!?

È PROPRIO IL MODELLO attuale che blocca uno sviluppo ed una crescita armonica della società terrestre A GENERARE LA CRISI CHE VORREBBE RISOLVERE!!!

L’unica attenuante agli errori commessi da “loro potenti al comando del sistema”, potrebbe essere indicata nella scarsa consapevolezza nell’uso dell’INTELLIGENZA COLLETTIVA e le sue enormi potenzialità, oppure un uso scorretto, egoico.

La “colpa” del popolo invece, che adesso si trova in crisi e se la prende con “loro potenti”, forse risiede nell’aver delegato con troppa facilità, e/o nell’aver lasciato le maglie del controllo sui delegati troppo larghe.

Tuttavia è bene ricordare che “popolo e potenti” rappresentano una ennesima dualità abbastanza illusoria, dato che entrambi i gruppi, qualsiasi proporzione abbiano tra loro, sono formati da Terrestri.

Conclusioni

Secondo me, votare nel 2016 credendo che indicando la propria preferenza sulla scheda cambierà sostanzialmente la situazione governativa, vuol dire ignorare il fatto che votando in questo modo si legittima il sistema di poteri attuali e si conferma la propria delega ad esso, qualsiasi sia il delegato o il simbolo scelto e che, sebbene esista una possibilità reale che il cambio sostanziale sperato avvenga tramite l’azione del delegato, questa resti comunque delegata alla decisione di qualcun’altro.

Come uscirne? 

Sicuramente la crescita personale e l’informazione è potere per ogni Terrestre che, evolvendo spiritualmente, assume un miglior controllo sulla sua capacità di scelta cosciente e quindi di determinare meglio il proprio futuro.

Tuttavia questo potrebbe non bastare per “liberarsi” dal sistema.

Potrebbe non bastare semplicemente perché il sistema che esiste non lo si può più ignorare!
E’ ormai diventato troppo pervadente e insito in ogni ganglo della società Terrestre: impossibile ignorarlo o “uscirne”!
Poi, ci sarebbe anche da aggiungere che in finale IL SISTEMA SIAMO NOI! 

Inoltre, se si vuole sfruttare l’intelligenza collettiva, è ovvio che andranno implementati strumenti atti a questo scopo, che vengano usati dal COLLETTIVO, ovvero da quella unica cosa che POSSIEDE L’INTELLIGENZA COLLETTIVA!

Una alternativa potrebbe essere quella di USARE il sistema attuale in maniera non convenzionale, più che combatterlo in mille modi… 

Questa la bozza di titolo per prossimo articolo, dove verrà spiegato come…

USARE IL SISTEMA CONTROLLANDOLO CON IL VOTO DUALE:
UN NUOVO POSSIBILE UTILIZZO PER IL PROPRIO VOTO

Stay Tuned!

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IL M-IO PRIMO MINISTRO e LA SCELTA PERFETTA sono progetti open source, votati a riconfigurare la POLITICA e a ridare un NUOVO PESO al VOTO, attraverso la comprensione delle esperienze del passato e l’esplorazione del nuovo modello autoesplicativo proposto.

Un voto che non sia più una pericolosa delega di pensiero, ma che sia una reale e riconosciuta SCELTA COMUNE CONSAPEVOLE, che riguardi realmente la definizione di regole comuni di gestione che attengono alla propria comunità e quindi anche a se stessi.

IL M-IO PRIMO MINISTRO è una opportunità per TERRESTRI desiderosi di FARE “POLITICA QUANTISTICA” nel proprio LUOGO, esercitando la partecipazione all’idea del GOVERNO DIFFUSO TERRESTRE.

Com’è fatto il governo diffuso? 
Ovunque c’è un Terrestre, lì c’è un pezzo di Governo! 

Se vuoi capire di più, leggi anche:
http://www.ilmioprimoministro.it/politica-quantistica-un-infinito-universo-di-possibilita-di-manifestarsi/
http://www.ilmioprimoministro.it/la-pulizia-della-politica/
http://www.ilmioprimoministro.it/idea-e-intento/
http://www.ilmioprimoministro.it/ilmioprimoministro/visione/

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Piccola News Aggiuntiva:
Il 22-05-2016 in Roma è stato testato lo schema LA SCELTA PERFETTA con i candidati Reali delle imminenti elezioni per il sindaco di Roma.
Questa la scheda, con i nomi dei reali candidati, secondo il modello L.S.P.
LSP Roma 22-05-2016

I partecipanti al test hanno risposto in maniera eccellente alla prova e hanno apprezzato le potenzialità del sistema, usandolo e facendolo funzionare!

Hanno anche capito che “non è un sindaco che fa una città” ma sono i Terrestri che la abitano e che la popolano ad essere una città!

Le applicazioni “politiche” in cui può essere usato questo semplice strumento di voto, ora disponibile per l’umanità, sono davvero senza limite.
Divertiti a provarlo con i tuoi amici per le tue SCELTE PERFETTE!!!

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IL M-IO PRIMO CITTADINO L’AQUILA https://www.facebook.com/groups/252664884795661/

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Se risuoni con quanto letto sinora, puoi aiutare il progetto nel suo divenire condividendo questi link, altrimenti puoi esprimere il tuo parere, lasciando un commento.

Grazie
Emanuele Nusca

VIDEO CORRELATO al GIOCO DEI VOTI, MAGGIO 2016, ROMA

 

1 commento
  1. Emanuele Nusca
    Emanuele Nusca dice:

    Oliviero Beha commenta i risultati del primo turno:
    A caldo, emergono subito due considerazioni da sviluppare con calma. Ma sul tamburo sono evidenti.
    1) La grande astensione è un vulnus, una ferita per la democrazia. Non ci facciamo prendere in giro dal politichese o dai confronti. La democrazia si regge sui suffragi. Se mancano o si riducono quasi al 50%, è la democrazia stessa che vota contro se stessa.
    2) Si possono adorare i 5 stelle, o detestarli, sulla base di ragionamenti opposti. Quello che non si può fare è negare che se non ci fossero loro molta gente in più avrebbe disertato le urne, per motivi chiari anche ai più trinariciuti. Quindi in ogni caso vanno ringraziati, Grillo, Casaleggio in memoriam, e tutto il Movimento.
    o.b
    ________________
    Mi aggiungo anche io nei ringraziamenti verso gli attuatori di M5S, Grillo e Casaleggio in primis, se non altro per aver introdotto una alternativa interna al sistema, tuttavia rilevo ulteriori motivi che giustifichino l’elevato astensionismo, sebbene non lo reputi nè un pericolo, né un risultato per eventuali sostenitori di esso.
    Si, perché astenersi dal prendere una decisione comunque è un diritto e in realtà significa contemporaneamente accettare quello che gli altri decidono, mentre ancora una volta viene ribadito il fatto che “il sistema non cambia” dipendentemente dalla quantità di votanti: il governo viene e legittimato e formato secondo le PERCENTUALI.
    Altra motivazione per l’astensione è per me il fatto che le votazioni, per come sono ancora strutturate adesso e per il fatto che la democrazia sia rappresentativa e non diretta, sono assolutamente obsolete: anche matematicamente, in quanto il voto riguarda solo ciò che si vuole e non indica mai ciò che, per contro, non si vuole.
    Questo, anche se magari non compreso consciamente, è compreso inconsciamente collettivamente e forse anche per questo si manifesta l’astensionismo: non si vuol prendere parte a una scelta collettiva ininfluente ai fini del proprio vissuto quotidiano.
    Penso che per un Terrestre medio, quale potrei essere io, scegliere un nome o un partito, pensando che possa cambiare qualcosa nella mia vita, abbia meno senso che scegliere cosa mangiare domani.
    Ulteriormente, penso che un partito politico o una cerchia di delegati, per quanto illuminati siano, difficilmente potrà mai risolvere la situazione amministrativa, se non si favorisce lo sviluppo coscenziale del Terrestre che comprenda il gioco delle parti, tenuto in piedi principalmente da strutture giuridiche di gruppo, che inscatolano i voleri dei terrestri in contenitori stagni, quando invece il tutto è frattale…
    Che bbbotta…

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